Fisica e Metafisica: Ritorno all’Uno – Parte 2

22 05 2008

Accanto alla concezione meccanicistica occidentale è sorta la concezione organicistica portata avanti dalla filososofia orientale. Per il mistico orientale tutte le cose del mondo, i nostri sentimenti, la nostra stessa esistenza e l’esistenza di ognuno si basano su una interconnessione di fondo che fa apparire tutti gli eventi spazio-temporali come diverse manifestazioni di una stessa realtà. La nostra tendenza a dividere il mondo e a percepire noi stessi come unità separate dal resto dell’universo sono soltanto delle illusioni generate dalla nostra mente che è abituata a funzionare attraverso misurazioni, classificazioni, categorizzazioni.

Il fine ultimo di tutte le scuole di pensiero orientali è quello, dunque, di riuscire a percepire l’unità universale di tutti i fenomeni cercando di superare la concezione, considerata come un turbamento della mente, della divisione della natura in cose molteplici.

Per la metafisica orientale le cose del mondo sono in continuo divenire, non esiste un ordine costituito una volta per sempre e quindi, conseguentemente, la divinità non è vista come un sovrano che dirige il mondo dall’alto ma come un principio che controlla ogni cosa dall’interno.

La cosa interessante è che la fisica contemporanea (quella che è stata inaugurata all’inizio del XX secolo con la teoria della relatività e con la fisica quantistica) sta dimostrando che la visione metafisica orientale concorda in maniera eccezionale con la concezione della fisica occidentale!

I due concetti, infatti, che sono alla base sia della fisica contemporanea sia delle religioni e delle filosofie orientali (buddhismo, taosimo, confucianesimo, ecc.) sono:

  • l’unità e l’interdipendenza di tutti i fenomeni
  • la natura intrinsecamente dinamica dell’universo

A questo proposito vi invito a leggere il libro, divenuto ormai un classico, “Il Tao della fisica” di Fritjof Capra (fisico e divulgatore di fama mondiale).

E’ importante essere consapevoli del fatto che un approccio sistemico (olistico) deve essere alla base di qualsiasi intervento in qualsiasi ambito dello scibile umano affinchè possa ritenersi epistemologicamente valido. La sfida dell’uomo contemporaneo è riuscire a scoprire teorie che possano inglobare diverse discipline in cui ogni fenomeno abbia un senso solo se si considera interdipendente da milioni di altri fenomeni.

Alla luce di tutto questo diviene tragico o comico (a seconda della prospettiva che si vuole assumere) assistere a lotte, guerre e distruzioni dettate soltanto dalla volontà di affermazione dei singoli o di gruppi di singoli. Non ha alcun senso dividere la terra in nazioni, dividere le nazioni in etnie, dividere le etnie in clan, dividere i clan in singoli, dividere i singoli in “pezzi” anatomici o psichici quasi fossero degli automi assemblati.

Tutto partecipa del tutto e tutto è transuente. Se riflettessimo un po’ più spesso su questo impareremmo ad essere più solidali e meno arroganti: in fondo siamo solo un puntino microscopico all’interno di uno spazio e di un tempo infiniti!

Antonio Mansi


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